Contro il nuovo Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze per la televisione digitale, deliberato (ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale) dall’Agcom, centinaia di Tv locali presenteranno ricorso al TAR. La decisione è ritenuta inevitabile in quanto il Piano sarebbe lesivo nei confronti dell’emittenza locale. Il problema di base risiede nel fatto che, anche quando si dovessero trovare le frequenze per tutti – ipotesi fortemente a rischio in quanto il Piano presentato richiederà maggiori risorse che saranno sottratte alle tv locali -, quelle riservate alle emittenti locali saranno di bassa qualità. A ciò si aggiunga che in alcune regioni, i canali 59, 42, 32, e 24, se coordinati a livello internazionale, potrebbero venir sottratti alle tv locali.
Le tv locali temono anche l’impatto che tutto questo avrà nell’immediato nelle operazioni per lo switch-off in Lombardia, Piemonte orientale e nelle province di Parma e Piacenza (15 settembre). Si nutrono forti timori, infatti, che un’emittente locale operante legittimamente in quell’area da oltre 35 anni possa spegnere di buon grado il segnale analogico – sul quale ha investito soldi e fatica – e “consegnare” il proprio canale senza averne in cambio uno digitale equivalente in termini di copertura di territorio e popolazione.
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