Categories: Giurisprudenza

LE SEDI DELL’AGCOM: IL PERICOLOSO INTRECCIO TRA CONTROLLATI E CONTROLLORI

Il 2 Agosto scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, con il quale viene stabilito che la sede dell’istituenda Autorità dei Trasporti è nella città di Roma.
La decisione viene giustificata dalla considerazione che “l’ordinamento di Roma Capitale è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali e che ivi sono presenti le Istituzioni”. Inoltre – viene precisato nel Decreto che reca le firme del Presidente Monti e del Ministro Passera – “l’individuazione della predetta sede (Roma) è idonea, nell’ambito dell’attuale fase di contenimento e razionalizzazione delle spese delle pubbliche amministrazioni, ad assolvere anche alla funzione di limitare i costi di organizzazione e di funzionamento dell’Autorità, evitando l’apertura di uffici, e il conseguente dislocamento del personale, in più sedi nel territorio nazionale”.
Tutto giusto. Ma allora non si comprende come possa essere confermato il “dislocamento” su più sedi sia dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas che di quella per le Garanzie nelle comunicazioni.
Ad aggravare la situazione dell’Agcom, poi, è recentemente intervenuta un’interrogazione del capogruppo IDV alla Camera on. Donadi, che ha evidenziato un pericoloso intreccio tra controllati e controllori. La sede campana dell’Autorità, infatti, si trova nel centro direzionale, isola B5, di Torre Francesco a Napoli di proprietà di Francesco Gaetano Caltagirone, noto immobiliarista e proprietario di numerose testate giornalistiche quali Il Messaggero di Roma, Il Mattino di Napoli e Il Gazzettino di Venezia, e quindi sottoposto al controllo dell’Authority. Lo stesso Caltagirone, poi, tramite il genero Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, sembra essere sponsor anche della nomina di uno dei commissari dell’Authority, Francesco Posteraro.

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