Editoria

Le linee guida del Csm e il diritto all’informazione: cosa succede

C’è un gran dibattito in corso sulle linee guida del Csm sulla riorganizzazione degli uffici giudiziari e, chiaramente, l’aspetto più impattante (ma meno discusso) è quello che afferisce il giornalismo e l’informazione. La Fnsi è sul piede di guerra. Perché il sindacato denuncia un continuo e costante sfilacciamento dei rapporti tra magistratura e giornalisti. Nel senso che le informazioni circolano poco a detrimento del diritto all’informazione dei cittadini. La voce della segretaria generale della Fnsi Alessandra Costante si è alzata adesso. Che l’Italia ha saputo del drammatico e inquietante quadruplice omicidio dei braccianti registratosi ad Amendolara, nel Cosentino. Una esecuzione così barbara che riporta il Paese indietro di decenni.

“La Procura della Repubblica di Castrovillari ha convocato per il pomeriggio di oggi, mercoledì 3 giugno, una conferenza stampa sull’assassinio dei quattro braccianti uccisi bruciati vivi ad Amendolara (Cosenza) lunedì scorso. Nel frattempo, grazie ai colleghi che hanno fatto il loro mestiere di giornalisti, che hanno scavato, cercato, indagato per scoprire i fatti, i cittadini italiani hanno potuto essere informati del brutale omicidio. Se fosse dipeso dalla Procura di Castrovillari, che ha diffuso un comunicato stampa il giorno dopo i fatti e solo per oggi ha indetto la conferenza stampa, la notizia non sarebbe uscita con tempestività, ma con i tempi lenti della burocrazia giudiziaria”, ha tuonato Costante. Che ha aggiunto: “Una plastica dimostrazione – prosegue – di cosa intende la Fnsi quando sostiene che le recenti riforme della giustizia, dalla legge Cartabia in poi, stanno provocando un danno permanente al diritto dei cittadini ad essere tempestivamente informati. Secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo, sulla base dell’articolo 10 della Convenzione, le notizie sono un bene deperibile e dunque vanno pubblicate con tempestività. In un panorama già così difficile, con tempi lunghi e burocrazia giudiziaria che si attorciglia su se stessa, le nuove Linee guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale del Csm possono provocare ulteriori rallentamenti e un ulteriore congelamento del diritto/dovere di informare”. Bisogna muoversi, presto e possibilmente bene. “L’auspicio della Fnsi – conclude Costante – è che il Csm tuteli l’articolo 21 della Costituzione più di quanto è stato fatto finora e che si apra un confronto con il sindacato prima che vengano varate le nuove Linee guida”.

Luca Esposito

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