Dietrofront della Corte di giustizia europea su Marketplace di Meta. Per i giudici comunitari l’azienda cara a Mark Zuckerberg non è gatekeeper della piattaforma di annunci. Ciò perché, come si legge nella sentenza della Corte, “diversi servizi forniti da Meta costituivano servizi distinti della piattaforma principale, in particolare Facebook come social network online, Messenger come servizio di comunicazione interpersonale e Marketplace come servizio di intermediazione online”. Ma i controlli della Corte di giustizia Ue avrebbero consentito di appurare che, almeno per quanto afferisce a Marketplace, Meta rientra nei parametri stabiliti dal Digital Markets act, più noto con l’acronimo di Dma. Per il collegio, infatti, risulta che Meta “soddisfacesse le soglie quantitative stabilite dalla Dma, il che significava che era possibile presumere che soddisfacesse le condizioni per essere designata come gatekeeper e che i suddetti servizi fossero importanti punti di accesso per le imprese per raggiungere gli utenti finali”. E non è tutto perché la sentenza “ha inoltre constatato che le argomentazioni presentate da Meta non erano tali da mettere manifestamente in discussione tali presunzioni”. Da Menlo Park annunciano l’ennesimo ricorso.
Axel Springer, editore di Politico e del Telegraph, sarebbe stato intenzionato a presentare un’offerta per…
In vista della chiusura dell’esercizio, riteniamo utile ricordare ancora una volta i parametri relativi alla…
Torna la tensione all’agenzia Askanews. Un giornalista sarebbe stato licenziato a causa delle rimostranze di…
Il 3 ottobre 2024 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’incontro al Quirinale…
L'informazione sta entrando in uno degli spazi più difficili da osservare e controllare: le conversazioni…
La lettera non basta a ricomporre la frattura: pure il Sugc, il sindacato unitario dei…