L’Australia galvanizza la Fieg: “Legge simile anche in Italia”

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L’approvazione del News Bargaining Incentive, la legge grazie a cui l’Australia costringerà Big Tech a sganciare fior di milioni di dollari se non arriveranno equi accordi con l’editoria per la pubblicazione e l’utilizzo delle notizie. La notizia più attesa arriva dall’altra parte del mondo. Canberra si conferma pioniera nelle normative per contrastare lo strapotere dei padroni del vapore digitale. E c’è chi spera che iniziative simili possano, finalmente, sbarcare anche in Europa. E, segnatamente, in Italia.

Non ha atteso troppo il presidente Fieg Andrea Riffeser Monti per esprimere la sua soddisfazione rispetto all’approvazione della normativa che metterà spalle al muro gli Over the top digitali. “Il “News Bargaining Incentive” prevede infatti un prelievo per le aziende digitali pari al 2,5% sui loro ricavi pubblicitari, a meno che non facciano accordi con i giornali locali. Le entrate andranno poi ai media australiani, perché viene formalmente riconosciuto che l’utilizzo dei contenuti informativi da parte degli utenti aumenta il traffico sulle piattaforme e, quindi, le entrate pubblicitarie delle aziende tecnologiche. Le piattaforme possono evitare di pagare se concludono accordi con almeno otto editori diversi”. Per il presidente degli editori italiani: “Questa legislazione riconosce formalmente il valore dell’informazione per il business pubblicitario delle piattaforme, valore che deve tradursi anche in un riconoscimento economico per gli investimenti degli editori. L’auspicio è che anche in Italia, indipendentemente dagli strumenti utilizzati, venga attuato lo stesso riconoscimento”.

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