Categories: Giurisprudenza

L’AGCOM ABBANDONA LA SEDE DI NAPOLI: IN ARRIVO DANNI ERARIALI PER 3,7 MILIONI DI EURO

La dirigenza dell’Autorità Garante per le Comunicazioni intende trasferire la sede legale da Napoli a Roma. Per il momento si tratta solo di indiscrezioni (ben documentate secondo fonti sindacali) rilanciate dal consigliere regionale del Pdl Bianca d’Angelo, venuta a conoscenza ieri mattina di una lettera di sollecito inviata in tal senso dai vertici dell’Agcom alla presidenza del Consiglio dei ministri. Non è la prima volta che la Regione si trova a dover difendere la presenza dell’Authority sul territorio, ma mai prima d’ora si era parlato di sede legale a rischio.
Già nel giugno 2010 a Palazzo Santa Lucia era toccato fare pressing sul Governo per scongiurare l’addio all’ennesimo centro decisionale. Fatti due conti, i politici locali avevano capito fin da subito che la perdita dell’Agcom avrebbe prodotto almeno tre tipi di danno: pubblico, perché andrebbe via un centro decisionale; economico in quanto l’organismo versa in Irap almeno 3,7 milioni l’anno nelle casse dell’amministrazione regionale ed occupazionale, dal momento che con la chiusura della sede napoletana almeno cento persone tra dipendenti della struttura e dell’indotto andrebbero a casa. Un danno che oggi a maggior ragione, con la crisi in atto e le casse sempre più vuote, la Regione non può accettare.
«L’avvicendarsi dei vertici amministrativi (in dieci anni 6 diversi direttori del personale e 4 diversi segretari generali) non ha giovato alla realizzazione di un’organizzazione degna di un Polo di Eccellenza – denuncia D’Angelo – e ha determinato anche il trasferimento di numerosi dipendenti presso la sede di rappresentanza della Capitale. Oggi il 65 per cento dei dipendenti opera a Roma, mentre solo il 35 per cento a Napoli».
A rafforzare i sospetti di un imminente spostamento il fatto che l’Agcom da febbraio di quest’anno ha istituito 7 nuovi uffici dirigenziali tutti con sede a Roma: uno per segretariato generale, uno per la direzione Reti, tre per la neonata e romana Direzione servizi postali, uno per il servizio giuridico e infine uno per il servizio ispettivo. «Fino ad oggi, il percorso atto a svuotare il centro decisionale di Napoli ha prodotto una gravissima migrazione di attività, di relazioni con gli operatori del settore e di contatti con il mondo politico – conclude D’Angelo – Tutti fattori questi che hanno rafforzato Roma ed hanno svilito e depauperato Napoli».

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