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LA7 AUMENTA IL PROPRIO SHARE MENTRE TELECOM PENSA AD UN SOCIO CHE NE RILEVI IL 40%

La Rai e Mediaset sembrano avere un vero rivale sul digitale terrestre. Con un valore d’impresa vicino al mezzo miliardo, tra capitalizzazione di Borsa e Credito, La7 può ora contare sulla crescita degli ascolti, grazie al Tg serale diretto da Enrico Mentana, in grado di accaparrarsi una quota considerevole della raccolta pubblicitaria. Se l’azienda continuerà, nel breve termine, a mantenere risultati altrettanto remunerativi, la società editrice Telecom Italia Media potrà ben sperare su un guadagno al netto delle commissioni di 20-30 milioni per ciascun punto di share conseguito sul giorno medio. Un obiettivo sensibile che potrebbe bloccare fino al 2019 il contratto firmato con il concessionario di pubblicità, Cairo Communication. A voler essere del tutto sinceri, numerosi sono i fattori che avrebbero contribuito al risalita del gruppo. Basti pensare ai contratti di alcuni dei professionisti Rai più preziosi tenuti ancora in stand by, come il trio ormai consueto composto da Fabio Fazio, Milena Gabanelli e Franceso Floris, per non parlare dei propositi di valorizzazione della società televisiva palesati da Telecom Italia, operazione che sarebbe affidata a Mediobanca in qualità di azionista di eccellenza del gruppo di Bernabè. Tra le ipotesi più accreditate vi sarebbe la vendita della azioni di Telecom Italia Media ad un prezzo di 800-850 milioni di euro, un valore che pochi editori italiani sarebbero però in grado di sostenere in concreto. La logica dell’operazione farebbe pensare più ad un candidato come Sky interessato ad espandersi sul digitale terrestre ma difficilmente Mardoch sarebbe disposto a fare regali, specie ad un’azienda che deve far fronte a perdite odierne di 65milioni. Così l’alternativa sarebbe quella di trovare un socio che rilevi il 40% della società. Un proposito che ben si sposa con i futuri progetti in cantiere di Telecom, volti a scommettere sulla multimedialità della comunicazione sfruttando il connubio tra video, search engine e Telecomunicazioni. Ed il recente accordo con Google su Cubo Vision semrerebbe confermare questa visione concentrata sulla strategia di nuove alleanze.

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