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LA RIFORMA DEL LAVORO È INACCETTABILE, IL CDR DELL’ANSA LANCIA L’ALLARME

Anche il Cdr dell’Ansa si associa alla posizione negativa della Federazione nazionale della stampa (Fnsi) sulla riforma del lavoro. La preoccupazione maggiore è rivolta alle modifiche previste per l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori: si tratterebbe, per l’Ansa, di pericolose variazioni strutturali a uno strumento giuridico che tutela i dipendenti da possibili illegittimi licenziamenti.
In particolar modo la riforma appare inaccettabile laddove consente licenziamenti per motivi economici: questo potrebbe concedere alle imprese l’opportunità di applicare un’impropria e arbitraria riduzione del personale adducendo problemi gestionali e di costi e di liberarsi in particolare dei contratti maggiormente onerosi.
Altrettanto grave appare, nell’ipotesi di licenziamento disciplinare, consentire al giudice di risolvere il contratto anche soltanto con un indennizzo, invece del reintegro previsto dalla norma attualmente in vigore. Inoltre nel settore dell’informazione l’applicazione della modifica dell’art.18 potrebbe trasformarsi in un mezzo di pressione sui colleghi.
Per tutti questi motivi, il Cdr dell’Ansa, in un comunicato, afferma che la riforma potrà avere pesanti ricadute, oltre che sui livelli occupazionali, anche sull’autonomia dei giornalisti, costituendo un grave vulnus per la libertà di stampa e la democrazia. L’Ansa sollecita, quindi, l’Ordine nazionale dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa a intervenire subito, con i metodi che si ritengano più opportuni ed efficaci, per mettere in campo un’azione forte, ciascuno nel proprio ruolo, a tutela della professione giornalistica.

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