La relazioni pericolose di Wikipedia

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Arriva l'algoritmo che combatte il clic-spam

Era il maggio del 2001 quando iniziò a diffondersi anche in Italia, la versione nostrana della più grande enciclopedia digitale al mondo.
Sì stiamo parlando proprio di Wikipedia che, con 30 milioni di articoli tradotti in ben 287 lingue, rappresenta attualmente il mare magnum di gran parte dello scibile umano.
Come sappiamo, il tratto distintivo del portale sta proprio nella sua struttura indipendente e aperta ai più svariati contributi da parte degli utenti.
Prerogative queste, su cui il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales ha costruito indubbiamente il proprio successo globale ma che ora rischiano di trasformarsi in un ostacolo.
Vediamo, nei particolari, cosa sta accadendo.

Il giornalista tedesco Marvin Oppong collaboratore del “Der Spiegel”, partendo dalla considerazione per cui sempre più aziende e multinazionali sono interessate all’opera omnia del web, ha condotto una ricerca in collaborazione con la Fondazione di studi economici Otto Brenner, dal titolo piuttosto intrigante: “I pr nascosti di Wikipedia. La conoscenza nel mirino delle imprese”.
In buona sostanza lo studio si concentra sulle relazioni “pericolose” tra gli uffici di pubbliche relazioni delle aziende e l’enciclopedia online.
Interesse delle grandi società è godere, come si sa, di una buona reputazione anche sul web: la cosiddetta “web reputation”. Allora quale modo migliore per farlo se non quello di influenzare e modificare le voci del glossario che riguardano proprio i diretti interessati?
L’operazione risulta piuttosto semplice, dato che all’interno di Wikipedia non ci sono controlli interni da aggirare, come conferma il giornalista statunitense Simon Owens. Quest’ultimo ha da poco smascherato un’agenzia di consulenza australiana che attraverso una serie di “ghost writer” modificava anonimamente articoli su incarico di aziende clienti, aggiungendo frasi a favore ed eliminando quelle più critiche e controverse.
Una tendenza a quanto pare sempre più diffusa.
Intanto, dall’altra parte dell’Oceano, dal quartier generale di Wikipedia a San Francisco, si prendono già provvedimenti per arginare questo allarmante fenomeno e i primi risultati sono riscontrabili in rete dove compaiono alcuni strumenti antimanipolazione.
Tra questi fiura il wiki-scanner, un programma progettato dall’hacker americano Virgil Griffith che consente di identificare l’Ip e l’indirizzo del computer degli autori dell’articolo di Wikipedia, o ancora Wikipedia Page History Statistics, un altro mezzo di rintracciabilità, creato proprio da un ex amministratore del tempio libero del sapere.
La questione sollevata da Wikipedia, ci riporta all’annosa diatriba sulla trasparenza delle notizie in rete e sulla necessità o meno di un organo di controllo e gestione per quanto concerne il tema della veridicità delle notizie.
Ai posteri del sapere l’ardua sentenza.

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