Giovedì prossimo in un apposito Cda, “la Rai valuterà se uscire o meno dalla piattaforma televisiva di Sky” e “non sarà certo una decisione da prendere a cuor leggero visto che viale Mazzini dovrebbe rinunciare ad un’offerta” da 350 mln euro per sette anni.
Secondo La Stampa, all’offerta di Sky per distribuire sul satellite i programmi di RaiSat vanno aggiunti 75 mln euro per l’accordo di “output dial” relativi ai prodotti cinematografici di Raicinema e altri 7 mln per i ricavi pubblicitari per un totale di 475 mln euro.
Nella sua offerta Sky, oltre a riempire la Rai di soldi, rinuncia anche al diritto di esclusiva. Perché allora in Viale Mazzini l’orientamento è far cadere la proposta e impegnare risorse sul digitale terrestre? I dubbi non mancano visto che a rischiare di più sembra essere la tv di Stato che peraltro potrebbe rischiare la beffa di un eventuale ricorso al Tar per interruzione di pubblico servizio visto che la legge impone che i suoi programmi sia fruibile su tutte le piattaforme.
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