Arriva l’ennesima stangata su un settore già stremato e arriva proprio il giorno dopo le elezioni. Il decreto firmato da Tremonti e Scajola abolisce, dal 1° aprile, tutti i rimborsi postali per l’editoria in abbonamento: giornali, settimanali ma anche libri, corrispondenza e opuscoli di associazioni ed enti no profit. Un successivo atto amministrativo potrà determinare le agevolazioni ma solo se la presidenza del consiglio (leggi Paolo Bonaiuti) troverà in bilancio le risorse necessarie.
La cosa più grave – che è stata messa in evidenza da tutte le associazioni di settore – è che non dovrebbe essere possibile, con un decreto ministeriale, modificare norme stabilite da una legge (il ‘milleproroghe’ del 26 febbraio e la legge 46 del 2004).
L’effetto sarà devastante soprattutto per la piccola e media editoria che potrà spuntare tariffe peggiori rispetto ai ‘grandi’ come Mondadori, Confindustria e Rizzoli con cui le Poste hanno tutto l’interesse a negoziare.
Luisa Anna Magri
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