Una politica industriale per il settore editoriale e garanzie sui contributi diretti, una volta “moralizzata” l’attuale giungla. Sono le richieste prioritarie avanzate ieri dalla Fieg a Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Sui contributi diretti, si può anticipare l’entrata in vigore il nuovo Regolamento (scatterà nel 2012 per i contributi 2011), a patto che alle imprese venga garantita la certezza del finanziamento, il ‘diritto soggettivo’.
La necessità di una politica industriale per il settore, tenendo conto delle compatibilità del bilancio statale, è stata motivata con le difficoltà del passaggio al multimediale e con la crisi degli investimenti pubblicitari. Le vendite medie giornaliere dei quotidiani, in cinque anni, dal 2005 al 2010, sono calate del 15,7%; la pubblicità del 20,7%. Nel 2010, secondo elaborazioni Fieg su dati Nielsen, la tv avrà il 58,8% degli investimenti sui mezzi classici rispetto al 28,6% dell’intera stampa. Gli abbonamenti calano del 7,5% tra i mensili, ma solo dello 0,8% tra i settimanali; questi ultimi, però, hanno perso l’8% annuo nei due periodi precedenti. Calano i punti vendita: dai 38mila del 2005 ai circa 32.500 stimati a fine 2010, e così i distributori locali. Questo, mentre le risorse pubbliche si sono ridotte del 63% tra il 2005 e il 2011, da 591 a 214 milioni di euro e gli interventi congiunturali (credito agevolato, prepensionamenti) dell’86,3% nello stesso periodo.
L’unica certezza, sempre che si possa definire tale, è che Sigfrido Ranucci non sarà più…
La pubblicità online di giochi e scommesse sta diventando un terreno sempre più difficile da…
C’è un contratto in scadenza, ma dicono tutti che non c’entra. Il tema non è…
“Una character assassination che non ha precedenti nella storia del nostro Paese”. Ne è sicuro,…
Fino a poco tempo fa quando si parlava di intelligenza artificiale per il grande pubblico…
Non c’è fine alla polemica su Ranucci. Il conduttore di Report ha pubblicato, nelle scorse…