La Corte costituzionale ha dichiarato ammissibile il conflitto sollevato dal Comitato promotore dei referendum elettorali nei confronti della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, con il quale si chiede l’annullamento del regolamento – varato il 14 maggio scorso dall’organismo bicamerale – sulla disciplina delle trasmissioni di comunicazione, le tribune politiche e i messaggi autogestiti relativi ai referendum elettorali del 21 e 22 giugno prossimi.
La questione sarà decisa nel merito dalla Consulta il prossimo 9 giugno. Entro giovedì 4 giugno dovranno essere notificati alle parti il ricorso e l’ordinanza che lo ammette; mentre per lunedì 8 giugno è fissato il termine perché la Commissione di Vigilanza si costituisca in giudizio.
Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato promotore dei referendum elettorali, ha spiegato che il ricorso è stato “promosso nella convinzione che il regolamento varato dalla Commissione di Vigilanza prevede una disciplina illegittima, nella misura in cui non assicura ai promotori del referendum la certezza di poter manifestare le proprie ragioni attraverso i mezzi d’informazione pubblica. Questo ricorso non è contro le forze politiche, ma è contro l’idea che soltanto le forze politiche possano rappresentare le istanze dei cittadini”.
D’altra parte, per Guzzetta, “che le principali trasmissioni Rai siano orientate a non dare alcuno spazio al Comitato è dimostrato dal fatto che a tutt’oggi, a dieci giorni dall’inizio della campagna referendaria, questo non sia stato invitato ad alcuna delle trasmissioni del servizio pubblico radiotelevisivo. Si tratta di un fatto scandaloso per un paese civile”.
Luisa Anna Magri
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