Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ieri è tornata a chiedere, alle casse previdenziali privatizzate, di dare garanzie sulla sostenibilità per i prossimi cinquant’anni e a sottolineare l’importanza per questa sostenibilità dell’adozione del metodo contributivo. «Faccio fatica a capire – ha detto parlando alla Covip in occasione della presentazione della relazione annuale – perchè facciano resistenza. Ora ce l’hanno tutti gli italiani, vale anche per i parlamentari e per i dipendenti di Camera e Senato. Mi auguro che anche le casse privatizzate adottino il metodo contributivo. È equo, trasparente finanziariamente sostenibile». Pronta la risposta di Associazioni e Istituti dei giornalisti. Ieri, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (Cnog), l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (Inpgi), la Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani (Casagit) e il Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani hanno diffuso un comunicano in cui si legge: «In materia di previdenza non esiste una ricetta magica, nemmeno quella del contributivo, se si ha a cuore il destino del patto fra generazioni e se si hanno chiare le drammatiche difficoltà del mercato del lavoro».
«Paragonare – continua il comunicato – la funzione delle casse private, come ha fatto il ministro Fornero, alle Assicurazioni private non è possibile perché si dimentica che il sistema delle casse professionali non costa un euro allo Stato e si fa carico di vitali elementi solidaristici, assicurando il welfare di categoria».
Fnsi, Inpgi, Ordine, Casagit, e il Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani condividono l’obiettivo dei conti in regola e della loro sostenibilità che perseguono con rigore. Ricordano, però, «al Ministro che ha la responsabilità non solo della previdenza ma anche delle politiche attive per il lavoro e per la protezione sociale. Solo coniugando questi elementi si può pensare di uscire dalla crisi, avendo cura per la dignità delle persone. Gli organismi e gli Istituti dei giornalisti sono pronti ad affrontare – e lo auspicano – un confronto leale e di merito a tutto campo, senza soluzioni preconfezionate».
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