4 anni di reclusione per Meisam Mohammadi, giornalista iraniano. Mohammadi è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale della Rivoluzione di Teheran di «aver attentato alla sicurezza nazionale, avendo fatto propaganda contro la Repubblica Islamica, sostenendo, con i propri articoli, le ideologie deviate dell’Onda verde (movimento di opposizione al governo di Mahmoud Ahmadinejad) ».
Secondo la sentenza, Mohammadi non potrà esercitare la propria professione di giornalista per 5 anni.
Il cronista era stato arrestato dagli agenti dell’intelligence iraniana nel marzo 2010 e rilasciato dopo due mesi di reclusione, dietro il pagamento di una cauzione. Il giovane giornalista lavorava presso l’ufficio stampa della ‘Fondazione dei Martirì (Boniade Shahid), ente filo-governativo che si occupa del sostegno economico-sociale alle famiglie delle vittime del conflitto tra Iraq e Iran negli anni Ottanta.
Secondo i siti d’opposizione, le pressioni esercitate da parte del regime nei confronti dei giornalisti e degli intellettuali critici della Repubblica Islamica sono in continuo aumento. Decine di giornalisti, intellettuali e avvocati, attivi nell’ambito dei diritti umani, si troverebbero reclusi nelle prigioni iraniane per reati di opinione.
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