Ieri è stata trovata un’intesa in comitato dei nove della commissione Giustizia di Montecitorio sulla norma cosiddetta ammazza-blog presente nel ddl intercettazioni: mettendo insieme proposte di modifica arrivate un po’ da tutti i gruppi, la Commissione ha elaborato un emendamento per l’aula che toglie l’obbligo di rettifica entro 48 ore per tutti i siti informatici e lo lascia in vigore solo per le testate giornalistiche on-line. Ma a volere la mano dura contro la libertà del web non sono solo i parlamentari del Pdl. Il quotidiano cattolico Avvenire interviene sulla questione affermando che «reclamare mano libera non è la strada migliore per difenderne la formidabile efficacia comunicativa». Avvenire commenta anche la protesta dell’enciclopedia online Wikipedia: «L’argomento degli enciclopedisti virtuali è che la rettifica per definizione è ‘di parte’, e dunque inaccettabile. Ma – osserva – i garanti della neutralità di Wikipedia sono gli stessi animatori del sito: anche loro, essendo necessariamente ‘di parte’, sono davvero imparziali come vorrebbero?». Secondo il quotidiano, «se un principio è valido per tutto ciò che viene diffuso online, e che dunque per ciò stesso è pubblico a prescindere da quanti contatti ottiene o da chi gestisce il sito, allora non si vede perché debbano esistere zone franche nelle quali è possibile divulgare qualsiasi idea, opinione o giudizio senza doverne rispondere».
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