Il ddl intercettazioni introduce un nuovo reato a carico degli editori, la pubblicazione delle intercettazioni per le quali era stato disposta la distruzione. Le sanzioni previste arrivano fino a 450 mila euro (il tetto raggiungibile sarà per l’esattezza 464.700 euro). E’ quanto contenuto in un emendamento a firma del relatore Roberto Centaro a nome della maggioranza e che sarà presentato in Aula.
La stessa proposta di modifica inasprisce le sanzioni già previste per la pubblicazione delle intercettazioni non pubblicabili fino alla fine delle indagini preliminari. La pena iniziale indicava una sanzione corrispondente a 100 fino a 150 quote che la nuova versione innalza a 200. In base alla legislazione vigente il valore di una quota oscilla tra i 258 e i circa 1.500 euro; di conseguenza la pena apicale potrà sfiorare i 310.000 euro. E’ infine prevista una sanzione fino a 774.500 euro per coloro i quali inducono a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni non veritiere all’autorità giudiziaria.
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