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INTERCETTAZIONI: DA FRANCOFORTE SI ALZA LA VOCE DEGLI EDITORI CONTRO LA “LEGGE BAVAGLIO”

La Fiera Internazionale del libro prevista in Germania il prossimo 12 ottobre è la location scelta da alcuni nomi noti dell’editoria italiana come Giuseppe ed Alessandro Laterza, Stefano Mauri e Luigi Spagnol del Gruppo Mauri Spagnol, Marco Cassini e Daniele di Gennaro di Minimum fax, per denunciare, con una lettera aperta, il provvedimento sulle intercettazioni voluto dal governo Berlusconi e che potrebbe avere ripercussioni sul diritto di cronaca giudiziaria. E non solo.
«L’attuale maggioranza di governo sta per approvare in Parlamento una legge che vieta la pubblicazione delle intercettazioni disposte dai magistrati (anche dopo la loro divulgazione alle parti del processo) –si legge nel testo – Una legge, tanto per fare un esempio, secondo cui un’intercettazione potrebbe essere letta in pubblico dall’avvocato della persona intercettata ma non potrebbe essere pubblicata su un giornale. Una legge – per fare un altro esempio – secondo cui la replica di parte prevale sulla ricostruzione di giornalisti e autori neutrali, inquinando proprio l’informazione più responsabile e professionale».
Gli editori firmatari hanno inoltre mostrato serie perplessità relative alla libertà di pubblicazione dei libri di inchiesta giudiziaria, un settore che potrebbe essere un ulteriore bersaglio collaterale della legge. Si potrebbero cioè attendere anni prima di trattare anche di temi fondamentali oltre che di pubblico interesse.
Ad un anno di distanza da quella che fu la protesta indetta nel maggio 2010 per la stessa causa, sposata tra l’altro da 200 editori nel corso della Fiera del Libro di Torino, oggi si ribadiscono ancora una volta i motivi della denuncia: «Negli ultimi anni i tentativi di restringere in maniera drastica il diritto di informazione dei cittadini ha suscitato una vasta opposizione nel nostro paese che ha attraversato le più diverse categorie sociali e professionali. Significativamente, anche a livello internazionale, i provvedimenti proposti in Italia dall’attuale maggioranza sulle intercettazioni hanno sollevato forti perplessità perfino da parte di qualificati rappresentanti di istituzioni quali l’Osce, l’Onu e l’Unione Europea».
L’appello proprio perché partito da una sede internazionale come Francoforte, si propone dunque di sensibilizzare anche gli altri paesi alla causa portata avanti in Italia: «Alla vigilia della Fiera internazionale del libro di Francoforte – dove potremo condividere la nostra preoccupazione con i colleghi editori di tutto il mondo – chiediamo al Governo e al Parlamento di recedere da questo nuovo tentativo di bloccare la diffusione di conoscenze rilevanti e significative sugli atti processuali».

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