Editoria

Intelligenza artificiale in redazione, “Regole subito”

I giornalisti vogliono regole, e subito, sull’intelligenza artificiale. E non solo in redazione. Il monito alle istituzioni è arrivato dalla segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana. Alessandra Costante, che ha presenziato alla presentazione del libro “Il giornalista artificiale” di Vittorio Roidi, ha utilizzato parole nette che non ammettono dubbi né tentennamenti. “Abbiamo iniziato a parlare di intelligenza artificiale fin dal Congresso di Riccione e, appena eletta, ho subito chiesto agli editori di iniziare a ragionare insieme di intelligenza artificiale, perché per governare questa tecnologia abbiamo bisogno di regole tempestive, flessibili, ma certe”, ha rivendicato Costate. Secondo cui: “È urgente difendere l’occupazione rispetto al dilagare dell’Ia, il cui basso costo potrebbe invogliare qualche editore a puntare più sulla tecnologia che sulle persone in carne e ossa”.

Nel corso dell’incontro, che si è tenuto nella sede romana in via delle Botteghe Oscure del Sindacato dei giornalisti, Costante ha poi spiegato: “Spero di poter quanto prima firmare un accordo, un allegato contrattuale che disciplini un uso intelligente dell’intelligenza artificiale in redazione”. Quindi ha tirato le orecchie alla scarsa lungimiranza delle aziende: “Negli anni ’90 gli editori italiani non hanno saputo cogliere l’importanza della sfida posta dall’avvento di Internet e hanno perso un’occasione, regalando il lavoro dei giornalisti su internet. Nella sfida con l’intelligenza artificiale non possiamo permettere che vengano ripetuti gli stessi errori che in passato sono costati tanto caro ai giornalisti”.

All’incontro c’erano anche Riccardo Luna, Giancarlo Tartaglia, Mario Morcellini. Luna ha ribadito che “serve una visione lungimirante sul tema della tecnologia che gli editori dimostrano invece di non avere”, e ha deplorato il “farsi dettare la linea editoriale da Google” che significherebbe “abdicare al nostro lavoro di giornalisti e significare aver perso in partenza la sfida”. Tartaglia ha fatto un excursus sui temi tecnici delle fake news e del deep fake.

Luca Esposito

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