L’ex sottosegretario all’editoria Vito Crimi torna alla carica sulla vicenda Inpgi. E in un lungo post affidato ai social accusa: “Per un anno sono stato accusato di volerla sopprimere, di voler “cancellare le pensioni dei giornalisti”. Ovviamente niente di tutto questo è mai stato vero, ma ho cercato in tutti i modi di lanciare un allarme sulla gestione di questa cassa, sulla mancanza di trasparenza e sulla impossibilità, come governo, di poter avere all’interno del CdA i rappresentanti in grado di poter vigilare nell’interesse dei giornalisti stessi.
Leggendo queste notizie mi rendo conto sempre più che l’unico vero nemico dell’Inpgi sono proprio i suoi amministratori, che dimostrano di volerla gestire senza rendere conto neanche ai propri iscritti delle scelte fatte, anche dalle precedenti gestioni”.
Quindi Crimi parla direttamente agli iscritti: “L’appello che rivolgo ai giornalisti, per salvare le vostre pensioni, è di pretendere trasparenza come stanno facendo alcuni di voi vedendosi sbattere le porte in faccia. Chiedete in dettaglio a quanto ammontano le pensioni erogate e se ci sono pensioni d’oro. Confrontate la pensione media erogata con le pensioni di altre casse, e con quanto potenzialmente spetterà a voi e domandatevi se ha senso tutto ciò. Chiedete quali sono gli importi spesi per stipendi e spese di funzionamento della struttura, e quanto stanno spendendo, dei vostri soldi e del vostro futuro, per difendersi in Consiglio di stato da una richiesta di accesso agli atti, di semplice trasparenza. Chiedete trasparenza nella gestione del patrimonio immobiliare, chi ha comprato gli immobili, quali immobili e a quale cifra. Insomma, vi chiedo solo di fare il vostro lavoro di giornalisti, nel quale siete bravi, anche con l’Inpgi, nel vostro unico e principale interesse. E poi vedremo chi ha realmente messo l’Inpgi in ginocchio”.
Marina Pisacane
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