Il 22 luglio scorso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato un’indagine conoscitiva per scattare una fotografia “aggiornata” del settore della raccolta pubblicitaria, nell’ambito dell’istruttoria sui mercati rilevanti del Sistema Integrato delle Comunicazioni. Il Sic costituisce la base sulla quale l’Autorità valuta la presenta di posizioni dominanti nel mercato delle comunicazioni.
L’indagine conoscitiva è volta ad approfondire gli effetti sulle dinamiche di mercato derivanti dai processi di evoluzione tecnologica e normativa, nonché l’andamento, le modificazioni intervenute e le eventuali criticità nella struttura concorrenziale di tutti i mercati della filiera pubblicitaria.
Qualche giorno fa, il Consiglio dell’Agcom ha deciso di estendere l’indagine non più solo a stampa, tv, radio e Internet ma anche a tutta l’evoluzione che nell’ultimo anno ha avuto il mercato online, dagli operatori cosiddetti ‘over the top’ (come Gogoogle e Apple) ai social network. Ma, soprattutto, l’indagine sarà estesa anche al below the line, la comunicazione che non sfrutta i mezzi classici, tra questi sponsorizzazioni, relazioni pubbliche, promozioni.
È facilmente intuibile come, allargando la base del calcolo, sarà più difficile “scovare” le posizioni dominanti. Le singole quote di mercato, infatti, si ridurranno notevolmente a vantaggio soprattutto di chi, come la Rai, detiene un miliardo di raccolta pubblicitaria o Mediaset che arriva a quasi tre miliardi. Ed è proprio per questo motivo che a favore dell’estensione dell’indagine conoscitiva hanno votato, oltre al Presidente Corrado Calabrò, solo i commissari di area centrodestra, mentre si sono dichiarati contrari Nicola D’Angelo, Gianluigi Magri e Sebastiano Sortino.
Giuseppe Liucci
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