Giornalisti spiati in Olanda, scoperta una vasta operazione di cyberspionaggio nei Paesi Bassi riferibile, secondo gli inquirenti, a Mosca. Un’offensiva vera e propria che avrebbe preso di mira gli account di Whatsapp e di Signal di politici, giornalisti, militari e funzionari pubblici. A lanciare l’allarme le agenzie di intelligence General Intelligence and Security Service (AIVD) e dal Military Intelligence and Security Service (MIVD). L’attenzione deve rimanere alta innanzitutto per le potenziali vittime. Dal momento che non sarebbero le infrastrutture digitali nel mirino degli hacker ma, direttamente, gli utenti presi di mira. Difatti si punterebbe a “rubare” account e numeri di telefono mediante operazioni di ingegneria sociale. Tentando di convincere a cedere i propri dati sensibili.
Peter Reesink, ammiraglio e direttore del Mivd, ha dichiarato: “Nonostante la crittografia end-to-end, applicazioni di messaggistica come Signal e WhatsApp non devono essere utilizzate come canali per la trasmissione di informazioni classificate, riservate o sensibili”. A fargli eco il direttore generale dell’AIVD, Simone Smit, che ha sottolineato come la minaccia non derivi, appunto, da una compromissione delle infrastrutture delle applicazioni di messaggistica ma da attacchi mirati: “Non è l’applicazione in sé ad essere violata: l’obiettivo degli attori ostili sono gli account individuali degli utenti”.
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