Editoria

Hoepli, crisi e scontro tra soci: il futuro della storica libreria di Milano in bilico

La storica libreria e casa editrice Hoepli, uno dei simboli culturali di Milano, è al centro di una crisi societaria che rischia di mettere in discussione il futuro dell’azienda e dei suoi lavoratori. Fondata nel 1870 e situata a pochi passi dal Duomo, la Hoepli rappresenta da oltre un secolo un punto di riferimento per studenti, professionisti e appassionati di libri. Oggi però il suo destino è appeso a uno scontro tra soci che dura da mesi.

Al centro della vicenda c’è Giovanni Nava, socio con circa il 33% delle quote della Hoepli. In un’intervista al Corriere della Sera, Nava ha dichiarato di aver rifiutato un’offerta da 10 milioni di euro proposta dai cugini per rilevare la sua partecipazione e uscire dalla società. La questione, ha spiegato, non riguarda soltanto il valore economico della quota, ma il futuro di un’azienda storica e dei suoi dipendenti.

Il confronto tra i due rami della famiglia proprietaria si è intensificato nelle ultime settimane, soprattutto dopo l’ipotesi di una liquidazione volontaria della società, che potrebbe portare allo smembramento dell’azienda. Uno scenario che preoccupa i lavoratori: tra libreria e casa editrice sono impiegate circa novanta persone, che rischiano la cassa integrazione o la perdita del posto.

Secondo diversi osservatori, la crisi della Hoepli non è dovuta soltanto alle difficoltà del mercato editoriale, già provato dal calo delle vendite e dalla concorrenza delle piattaforme online. Il nodo principale sarebbe infatti lo scontro interno tra i soci, che avrebbe bloccato decisioni strategiche e possibili operazioni di rilancio o vendita dell’azienda.

Negli ultimi mesi sono circolate anche ipotesi di cessione di alcune attività o di ingresso di nuovi investitori, ma nessuna trattativa si è concretizzata. Intanto cresce la preoccupazione per il futuro di una delle ultime grandi realtà editoriali indipendenti italiane.

Per Milano la Hoepli non è soltanto una libreria: è un luogo simbolo della vita culturale cittadina. La battaglia tra soci, quindi, non riguarda solo un’azienda di famiglia, ma il destino di un pezzo importante della storia culturale della città.

Ivan Zambardino

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