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IN ARRIVO LA TECNOLOGIA LTE. MA COME FUNZIONA?

La tecnologia 4G è la quarta e più recente generazione per la gestione dei dati sulle reti cellulari. È più veloce e ha una capacità maggiore rispetto ai sistemi 3Gper ora più diffusi.

Questa nuova tecnologia è principalmente indirizzata a chi utilizza dispositivi mobili come smartphone, tablet e computer portatili, e necessita di connessioni veloci per navigare, scaricare le app e leggere le email quando non c’è una rete WiFi nelle vicinanze. Il sistema 4G può arrivare a offrire la stessa velocità delle connessioni domestiche.

La tecnologia 4G presenta una varietà, ovvero la LTE acronimo di “Long Term Evolution”: al momento la più rilevante e la più veloce. Secondo diversi esperti è anche il sistema 4G che per ora si avvicina di più alle specifiche e agli standard consigliati dalle Nazioni Unite.

La velocità del 4G è dipesa da diversi fattori:

-tipo di dispositivo,

-luogo in cui ci si trova,

-momento in cui ci si collega,

-operatore telefonico.

Tali variabili incidono sulla velocità di download dati con velocità tra le tre e le venti volte superiori rispetto al 3G. Ma LTE è il sistema più veloce di tutti, secondo le prove di Mossberg, e garantisce tra i 10 e i 20 megabit per secondo con picchi intorno ai 30 negli Stati Uniti. Le altre tecnologie 4G si fermano molto prima e intorno ai 10 Mbps teorici.

Per semplificare la LTE, nasce come nuova generazione per i sistemi di accesso mobile a banda larga (Broadband Wireless Access) e, dal punto di vista teorico fa parte del segmento Pre-4G, collocandosi in una posizione intermedia fra le tecnologie 3G come l’UMTS e quelle di quarta generazione pura (4G) ancora in fase di sviluppo.

Nonostante ciò, con l’intento di porre fine alla confusione tra l’utilizzo in marketing del termine 4G e la vera classificazione come 4G, l’ITU ha recentemente deciso di applicare il termine 4G anche all’LTE.
Nonostante le polemiche tecniche degli specialisti sul fatto che LTE sia forse un 3.5G, come il WiMax, ormai tutti definiscono lo standard un 4G de facto.

Dopo gli Stati Uniti, anche l’Europa e l’Italia, chiusa la fase dei test degli ultimi mesi, varano le prime offerte Long Term Evolution (LTE), la tecnologia per la banda larga mobile, che promette di trasmettere dati fino a 100 Mbps in download e fino a 50 Mbps in upload. La Commissione Europea però chiede uno sforzo ulteriore: altri 120 Mhz, appartenenti alla banda da 2 Ghz, per allargare lo spettro, entro il 30 giugno 2014. Con questa mossa e il refarming dell’Umts, l’Europa raddoppierà la quantità di spettro per la banda larga wireless rispetto agli Stati Uniti. Telecom Italia, Vodafone e 3 Italia hanno appena lanciato le offerte LTE in Italia. Secondo ABI Research gli abbonamenti LTE nel mondo costano circa il 20% in più rispetto ai piani tariffari 3G

Oggi iPhone 5 è uno smartphone LTE, come il Galaxy S III (versione internazionale). Anche Nokia Lumia 920 e 820 sono smartphone LTE, come altri modelli Samsung. Motorola e il Nexus 4 di LG. HTC ha a scaffale One XL LTE. Fra i tablet, il nuovo iPad è LTE, come il Samsung Galaxy Tab 8.9 e lo saranno anche i prossimi Kindle Fire HD LTE, oltre a numerosi tablet Windows 8 e RT in arrivo.

Per viaggiare in LTE gli utenti dovranno abbonarsi con un nuovo contratto ad hoc: Telecom Italia, Vodafone e 3 Italia hanno appena lanciato le proprie offerte, 35 euro al mese per la sola connessione, 45 euro per il tablet (durata minima 24 mesi, ma con vari servizi aggiuntivi), circa 350 euro per un anno con la chiavetta Usb inclusa. Ogni operatore ha poi le sue tariffe.

Dopo questa lunga disamina ecco cosa succede nel Regno Unito, Rahim Tafazolli, direttore del Centre for Communication systems research, tuona così: “4G? Per noi è cosa vecchia, abbiamo iniziato a lavorarci 10 anni fa. Noi ora guardiamo al 5G”.

L’università di Surrey nel Regno Unito sarà la patria del nuovo “5G Innovation Centre”: guidato proprio da Tafozolli, il nuovo centro avrà a disposizione quasi 35 milioni di sterline per sviluppare la tecnologia del futuro.

Se per ilRegno Unito e l’università di Surrey il 5G è il futuro, per l’Italia sembra quasi fantascienza!

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