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IN AMERICA NASCE LA NEUTRALITÀ DEL WEB (IL SOLE 24 ORE)

Gli Stati Uniti hanno posto la prima pietra di una internet futura: Fcc (Federal communications commission, l’Authority tlc Usa) ha approvato, di misura, la legge sulla neutralità della rete, attesa da due anni. Segna un nuovo corso per l’internet mondiale: l’era delle regole, per stabilire che cosa gli operatori possono e non possono fare, con il traffico dei propri utenti e con quelle delle aziende web. Da una parte, le nuove regole portano una tutela più forte dei diritti degli utenti; dall’altra, autorizzano la nascita di una rete a più velocità.
I punti cardine del regolamento sono:

1) Principio della trasparenza. Tutti gli operatori banda larga (fissi e mobili) dovranno dire agli utenti e agli innovatori (cioè aziende di servizi web) come gestiscono il traffico, le caratteristiche prestazionali del servizio e i termini commerciali dell’offerta. Al momento, gli operatori (americani ed europei) lasciano oscuri alcuni di questi aspetti.
2) Niente blocchi. Gli operatori banda larga fissi non potranno bloccare applicazioni, servizi, terminali non dannosi alla rete e contenuti legali. Fcc vuole così evitare due situazioni: che gli operatori impediscano agli utenti di accedere a certi contenuti; oppure che chiedano ai fornitori un pedaggio per traghettare i loro dati fino agli utenti.
3) Gli operatori fissi non potranno fare “discriminazioni irragionevoli” sul traffico legale degli utenti. Per gestione “ragionevole” della rete, Fcc intende quella “appropriata o calibrata per ottenere uno scopo legittimo di gestione del network, in base alla particolare architettura della rete e alla tecnologia banda larga”. Gli operatori mobili possono fare invece discriminazioni di qualsiasi tipo, accelerando e rallentando (ma non bloccando) qualsiasi servizio, in base alla sua tipologia o a quanto pagato dall’utente o dal fornitore.
4) Fcc dichiara che “per ora” lascerà “fare al mercato” e non vieterà i “servizi specializzati”. Cioè la possibilità, per i fornitori di servizi futuri (distinti da quelli della normale internet), di pagare gli operatori per farli andare più veloci, con qualità garantita.

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