Deve ancora compiere un anno di vita e conta già 7 milioni di utenti iscritti, si tratta di Instagram, l’applicazione della Apple che è scaricabile gratuitamente dall’App store e solo tramite iPhone ha raggiunto picchi di utilizzazione con 150 milioni di immagini caricate.
Instagram consente di modificare con più di 11 effetti e filtri particolari le foto appena scattate, per poi caricarle in tempi che rasentano l’istante su tutti i principali social network , presenti all’appello Facebook, Twitter, Flickr, solo per citarne alcuni.
Il successo del programma va analizzato in quello che è ormai il «modus vivendi » altamente diffuso del documentare fotograficamente minuto per minuto la propria esistenza , sulla cornice virtuale dei social network.
Si riscoprono tutti un po’ fotografi alla vecchia maniera, ricreando grazie agli strumenti di applicazioni come Instagram quegli effetti dagli echi retrò come ad esempio quello ottenuto dal formato Polaroid, per paradosso ci si serve di avanzatissime tecnologie per tornare a pescare stili e mode a ritroso nel tempo.
Oltre all’attrazione per l’effetto vintage, manifestato graficamente anche dal suo logo, quello che fa la forza del programma è la sua estrema semplicità nel modo d’uso, congiuntamente alla massiccia diffusione degli iPhone e della conseguenteespansione a macchia d’olio degli utenti che navigano in rete grazie all’Internet mobile.
Ma se l’America lancia le mode, l’Italia seppure arrivi dopo, non rimane a guardare e scatta il processo di emulazione, sembra infatti che una nuova applicazione progettata a Treviso a cura di H-Farm, sia disponibile negli App store: è Corso 12.
L’applicazione non è troppo dissimile da Instagram ad eccezione però dello strumento di geolocalizzazione che crea una sorta di rete geografica, chiamata «Olimpo» che consente di visualizzare le foto caricate dagli utenti che utilizzano Corso 12, attraverso una cartina con un puntino in corrispondenza del luogo, segnalando gli utenti più vicini a noi e creando così una piattaforma di scambio non solo di immagini ma anche di relazioni.
Arianna Esposito
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