Categories: TLC-ICT

IL “SOGNO” DELLA BANDA LARGA: MA CHI PAGA? TELECOM INDEBITATA O LO STATO

La famosa banda larga, l’internet superveloce, sarebbe ideale per far crescere il Pil nazionale, in un paese in cui solo il 50% delle famiglie ne dispone, contro il 70% dei francesi e l’80% di tedeschi e britannici. In un Paese, il nostro, dove viene calcolata in una quindicina di miliardi di euro la tassa occulta per le imprese sotto forma di costi più alti nel rapporto con l’amministrazione pubblica. Tutto vero, ma chi paga? E’ una questione ormai a lungo dibattuta, che ruota intorno alla Telecom che detiene la rete fissa ma ha anche troppi debiti da onorare per poter predisporre i necessari investimenti.
Ritorna sul tema Giorgio Meletti su Il Fatto Quotidiano, facendo il punto sulla situazione. Anche alla luce di un diverso e per certi versi inatteso pronunciamento del Commissario europeo alla concorrenza Neelie Kroes: bisogna lasciare più liberi gli ex monopolisti su tariffe e concessioni (per esempio i doppini dell’ultimo metro di fibra che arriva nelle case) in modo che, guadagnando di più, siano incentivati a spendere per gli irrinunciabili e cruciali investimenti.
L’origine delle difficoltà Telecom è nota e riguarda le varie privatizzazioni che da Colaninno a Tronchetti Provera costringono la società guidata da Franco Bernabé a dover spendere ogni centesimo di utile per ridistribuire alti dividendi alle varie banche, Mediobanca e Intesa su tutte, che intendono rientrare del “pessimo affare fatto cinque anni fa pagando le azioni Telecom quattro volte il valore attuale”. Gli interessi sul debito Telecom sono a malapena coperti dal fatturato. Spazio per investire, quindo, non ce ne sarebbe.
Chi si accollerebbe questo rischio (calcolato perché lo Statuto esclude investimenti a rischio) è la Cassa Depositi e Prestiti, in collaborazione con la società Metroweb: di entrambe è presidente l’ex ministro Franco Bassanini. Sul piatto sarebbero pronti 4,5 miliardi di euro. Obiettivo portare la fibra ottica cablando per intero le prime 30 città italiane. Scrive Meletti che l’idea è che Cdp crei “una società mista a cui Telecom conferisce la rete (che vale tra i 12 e i 18 miliardi) e Metroweb i soldi per fare gli investimenti”.
Di questo progetto Bernabè e la Telecom sono a conoscenza ma non per questo impazziscono di gioia. L’apertura della Kroes e i segnali dall’Europa segnano, secondo Meletti, una sconfitta per chi sperava in un massiccio ritorno dello Stato investitore, a vantaggio appunto dei gestori di rete come Telecom, che possono festeggiare una vittoria. Conclude Meletti con scettiscismo: “Resta da vedere se i maggiori profitti promessi da Bruxelles saranno reinvestiti o finiranno in dividendi per Mediobanca o Intesa Sanpaolo”.

editoriatv

Recent Posts

Edicole, la crisi non si ferma: dai Comuni arrivano nuovi aiuti per salvare una rete che rischia di scomparire

La decisione di Cesenatico di mettere nuovamente a disposizione un contributo economico per le edicole…

12 ore ago

Google cambia Discover e le ricerche AI: cosa devono fare gli editori

Google sta introducendo nuovi strumenti per consentire agli utenti di scegliere con maggiore precisione le…

13 ore ago

ChatGPT entra nei messaggi privati del Mac: comodità enorme, ma la privacy diventa il vero problema

L’intelligenza artificiale sta progressivamente uscendo dalla finestra del chatbot per entrare nelle applicazioni che utilizziamo…

1 giorno ago

L’Australia galvanizza la Fieg: “Legge simile anche in Italia”

L'approvazione del News Bargaining Incentive, la legge grazie a cui l'Australia costringerà Big Tech a…

2 giorni ago

Australia, approvata la legge che obbliga le Big Tech a finanziare l’informazione

L’Australia ha approvato definitivamente il News Bargaining Incentive, la nuova normativa destinata a riequilibrare i…

2 giorni ago

Editoria locale, l’Europa apre una nuova strada agli aiuti pubblici: meno burocrazia per sostenere giornali e informazione nei territori

L’Europa sembra aver compreso che per salvaguardare l’informazione locale non basta riconoscerne il valore democratico…

2 giorni ago