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IL QUOTIDIANO ‘LA CRONACA’ HA CHIUSO

Il giornale ‘La Cronaca di Cremona’ ha chiuso e non sarà in edicola. La pubblicazione del quotidiano è sospesa a tempo indeterminato. La commissione incaricata di stanziare i contributi per l’editoria non ha ancora sciolto la riserva per quanto riguarda l’erogazione dei fondi perchè è pendente un’inchiesta della magistratura per truffa ai danni dello Stato. Nel 2010 la Guardia di finanza di Cremona ha aperto un’indagine dalla quale risulta che la cooperativa avrebbe gonfiato le fatture per ottenere maggiori contributi dallo Stato.
In merito a questa vicenda, i dipendenti ma non soci della cooperativa hanno diffuso un comunicato nel quale dicono di volere far conoscere all’opinione pubblica la loro verità. I giornalisti, i collaboratori e i poligrafici da mesi non prendono più lo stipendio, si legge nel comunicato, perchè i fondi statali del 2010 sono stati assegnati, ma non ancora erogati e riteniamo che la vicenda giudiziaria nella quale la Cooperativa è implicata abbia nuociuto pesantemente sulla decisione della banca di formalizzare la cessione di credito che avrebbe dovuto anticipare i fondi statali.
La ‘vicenda giudiziaria’ è l’indagine della Guardia di finanza sugli 8 milioni e 725.173 euro spalmati su tre anni (2007, 2008 e 2009) di contributi pubblici ottenuti illegalmente da Massimo Boselli Botturi, l’ex amministratore delle cooperative giornalistiche Nuova Informazione (editrice de La Cronaca) e la S.E.P (Servizi Editoriali Padani) e dalla moglie Raffaella Storti, amministratore unico di Radio Onda Verde srl, organo di partito politico. Per la procura, architrave della truffa sono le fatture false per operazioni inesistenti emesse dal ragioniere commercialista Fabio Galli attraverso societa’ cartiere, e utilizzate da Boselli Botturi che le ha poi registrate nella contabilità per gonfiare l’importo dei costi sostenuti e per ottenere i finanziamenti pubblici in percentuali piu’ elevate. In quegli anni, direttore de La Cronaca era Mario Silla che ha lasciato il quotidiano nella primavera scorsa e che nell’inchiesta è indagato con gli altri soci della cooperativa giornalistica.
E’ il 21 dicembre del 2010, quando Boselli Botturi, la moglie Raffaella Storti e il ragioniere Galli finiscono agli arresti domiciliari. Gli ‘arresti casalinghi’ vengono invece risparmiati a Silla, ma la sua abitazione viene perquisita a lungo dalla Guardia di finanza. Nell’ordinanza del gip Guido Salvini, Boselli Botturi viene considerato il capo del sodalizio cremonese, che ha gestito di fatto entrambe le cooperative giornalistiche (la Sep e la Nuova Informazione) beneficiarie di provvidenze all’editoria per poi fondare, unitamente ad altri ‘associati’, la società immobiliare ‘Il Torchio srl’ con il solo scopo di appropriarsi di risorse finanziarie erogate dallo Stato, sotto forma di contributi all’editoria in favore della cooperativa Nuova Informazione. Le indagini tecniche hanno poi permesso di accertare che Boselli Botturi Massimo, contravvenendo ai principi civilistico/tributari (in ragione della sua forma sociale, la cooperativa giornalistica non puo’ essere oggetto di cessione), ha di fatto venduto la Sep ad un gruppo editoriale reggiano, concordando un compenso pari a circa 200.000 euro da ‘regolarizzare’ con l’utilizzo di false fatturazioni. Per gli inquirenti, Boselli ha fatto un sistematico utilizzo di fatture false emesse dal ragioniere Galli. Un sistema truffaldino scoperchiato grazie al rinvenimento nello studio di Galli di documenti extracontabili attestanti la restituzione di denaro contante, controfirmati, per ricevuta, dai clienti che utilizzavano le fatture false. Boselli Botturi avrebbe usato il sistema delle fatture false anche per ottenere benefici personali.

IL COMUNICATO DEI DIPENDENTI DELA COOPERATIVA

«I giornalisti, i collaboratori e i poligrafici del quotidiano La Cronaca di Cremona prendono atto della decisione assunta dall’assemblea dei soci di sospendere la pubblicazione del giornale.
Una decisione inevitabile, ma che ci amareggia profondamente. Leggendo i fondi del direttore Emanuele Galba pubblicati sulle edizioni di venerdì 20 gennaio e di sabato 21 gennaio non possiamo non fare sentire anche la nostra voce, quella di chi nonostante tutto ha continuato a lavorare senza stipendio per mesi, senza certezze sul futuro e nella mancanza di trasparenza.
Abbiamo taciuto fino ad ora per il bene del giornale, per attaccamento alla testata e al nostro lavoro, per senso di responsabilità. Vogliamo fare conoscere all’opinione pubblica la nostra verità che non è quella pubblicata nel comunicato dai nostri datori di lavoro.
La Cronaca chiude i battenti perché i fondi statali 2010 sono stati assegnati ma non ancora erogati. Siamo in attesa che la commissione sull’editoria si riunisca per deliberare.
Noi riteniamo che la vicenda giudiziaria nella quale la Cooperativa è implicata abbia nuociuto pesantemente sulla decisione della banca a formalizzare la cessione di credito che avrebbe dovuto anticipare i fondi statali.
Anche la Commissione parlamentare è al corrente delle vicende giudiziarie e potrebbe decidere di ‘congelare’ il contributo.
Dunque, quando la Cooperativa dice che la sofferta decisione è stata presa a causa dei ritardi nell’erogazione dei contributi e alla dura congiuntura economica dice il falso. La Cronaca avrebbe potuto continuare a esistere perché i soldi lo Stato li aveva già destinati e avrebbe continuato a farlo anche per i prossimi anni.
Una sola cosa avrebbe potuto salvare il nostro giornale ed è ciò che l’assemblea dei giornalisti ha più volte chiesto: la sospensione dei soci coinvolti nell’inchiesta giudiziaria. Ma senza ottenere nulla.
I lavoratori che oggi rischiano un lungo periodo senza stipendio e prospettive ribadiscono che sono parte offesa e vittime di una cattiva gestione durata anni che ha portato la testata a queste drammatiche conseguenze».
(Giornalisti collaboratori e poligrafici del quotidiano)

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