Il Quotidiano in classe, progetto di punta dell’Osservatorio Giovani-Editori, è giunto alla sua undicesima edizione: 1.802.000 i ragazzi coinvolti nelle superiori di tutta la penisola, pari al 69,9% del totale degli iscritti, 44.498 i docenti che li accompagneranno nel percorso di ‘avvicinamento’ alla lettura dei quotidiani. Due quotidiani, il Corriere e una testata locale (tre per le classi quinte, con l’aggiunta del Sole 24 Ore), da sfogliare e studiare una volta alla settimana: 17 le testate che sostengono l’Osservatorio, una in più rispetto a un anno fa.
Il fatto che, in tempi di crisi, tutti i grandi gruppi editoriali abbiano voluto confermare l’adesione al progetto è, per il presidente Andrea Ceccherini, un segnale molto positivo “per lo stato di salute della comunicazione”. Ma la vera sfida è la digitalizzazione del Quotidiano in classe. “La rivoluzione che intendiamo mettere in campo – chiosa Ceccherini – inizia subito. La scuola, da questo punto di vista è rimasta indietro: le strutture tecnologiche sono obsolete, i ragazzi spesso più “digitali” degli insegnanti. Quello che l’Osservatorio vuole fare è costituire un fondo aperto alle aziende, per regalare a ogni scuola che partecipa all’iniziativa una “media room” con lavagna digitale touch-screen, attraverso cui con i docenti che saranno pronti al “salto” apriremo alle testate web dei grandi giornali”.
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