Il Pd raccoglie l’appello degli intellò su L’Unità

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Il progetto di riacquisizione de L’Unità da parte del Pd passa attraverso l’appello all’intellighencija ritenuta vicina, se non al Partito democratico, quantomeno alla storia dell’ex quotidiano comunista. Gli intellettuali scrivono. Firmano appelli, evocano scenari e chiedono impegno. Elly Schlein li accontenta. “Accogliamo volentieri l’appello rivolto a Romeo e al Pd da tante personalità della cultura e dell’informazione: da Edith Bruck a Dacia Maraini, Gad Lerner, Nadia Urbinati, Anna Foa, Moni Ovadia, Ivano Fossati e molti altri”, si legge nel post (social) del Pd sul futuro del quotidiano storico della sinistra italiana. Perché per i democratici, così attenti alla loro storia e alla loro identità culturale “perdere la voce dell’Unità sarebbe un impoverimento per tutta la sinistra italiana”.

È una mozione degli affetti, dei ricordi. Ma pure, a quanto pare, un impegno politico. “Negli ultimi tre anni le Feste dell’Unità sono passate da circa 200 a più di 500. Una comunità è tornata a incontrarsi, discutere, organizzarsi. Vogliamo restituire a quelle feste anche il loro giornale, nello spirito indicato da Antonio Gramsci; cioè non un bollettino di partito ma uno strumento attento a raccogliere le voci e le opinioni di una larga parte del Paese”.

I dem, dunque, giurano che fanno sul serio. “La nostra proposta è sul tavolo. Prima che si imbocchino altre strade, ci auguriamo che prevalga la volontà di riconsegnare l’Unità al suo popolo. Sarebbe bello poter presentare la nuova Unità già nei giorni di settembre alla Festa nazionale di Reggio Emilia. Non per nostalgia. Ma perché una sinistra che vuole cambiare il Paese ha bisogno anche di luoghi nei quali costruire idee, cultura e pensiero”.

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