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IL “BIFRONTISMO” CONTABILE DELLA RAI

Il bilancio del 2011 mostra un utile, ma le casse della tv pubblica piangono “lacrime di sangue”.
Il Fatto quotidiano, in un articolo di ieri, ha evidenziato la “schizofrenia finanziaria” di Viale Mazzini. La Rai non è solo mezza pubblica e mezza privata, ma sarebbe anche metà in utile e metà in perdita (a voler essere buoni perché la parte in perdita la farebbe da padrona).
Il dg Rai, Lorenza Lei, si è più volte vantata di aver raggiunto il pareggio di bilancio dopo 5 anni di perdite. Ed è proprio questo surplus che impedisce l’ipotesi commissariamento. Il Codice civile impone che un’azienda a prevalente partecipazione pubblica deve essere in deficit per 3 anni di fila per essere commissariata e quest’anno la Rai vanta un utile di 4-5 milioni di euro.
Cerchiamo di capire la situazione finanziaria della Rai, al di là del tanto sbandierato utile del 2011.
La Rai ha un debito consolidato pregresso di 350 milioni. La Sipra nel primo trimestre del 2012 ha raccolto il 17% di pubblicità in meno rispetto alle previsioni. Nel 2012 ci saranno gli Europei di calcio e le Olimpiadi. La Rai ha già programmato tali investimenti. La tv pubblica ha già mandato in onda degli spot in cui afferma di essere la tv ufficiale della manifestazione calcistica continentale. Per le Olimpiadi si andrà all’insegna del risparmio cercando di non sfigurare con il colosso Sky. Seguire le suddette manifestazioni costerà alla Rai circa 150 milioni. Le entrate non sono garantite.
Dunque il peggio potrebbe ancora venire e la Lei, forse, dovrebbe essere più cauta e illustrare la situazione nel suo complesso.
Secondo Il Fatto quotidiano il dg ha potuto compiere «mirabolanti ricostruzioni finanziarie» e mostrare i conti in ordine solo perché «ha avuto la fortuna di guidare l’azienda in un anno dispari» che non costringe la tv pubblica ad esosi investimenti per le “eccezionali” manifestazioni sportive. Oltre ai costi per Olimpiadi e gli Europei ci sarebbe un “buco” di 100 milioni sulle previsioni di spesa. Tale somma si trasformerà in debito, a meno che non si decida di tagliare su reti e programmi, o magari su impiegati e giornalisti, visto i continui battibecchi della tv pubblica con i sindacati.
Dunque il 2012 si profila come un anno potenzialmente orribile. Se gli introiti pubblicitari non aumenteranno la Rai rischia di accumulare più di 200 milioni di nuovi debiti che si aggiungerebbero ai 350 che ha già.
Tale onere cadrà sulle spalle dei nuovi dirigenti che, pur essendo orami scaduto l’attuale cda, non sia sa chi saranno.
Egidio Negri

editoriatv

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