Categories: Giurisprudenza

I DIFFICILI EQUILIBRI DIPLOMATICI DEL CASO ASSANGE

Il caso Assange scuote il torpore estivo delle pagine di cronaca internazionale.
L’interessato, come noto, è accolto dal 19 giugno tra le mura dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra come rifugiato politico, una zona franca che per il momento lo mette al riparo dal rischio di estradizione.
La sua vicenda giudiziaria inizia nel 2010 quando viene accusato da due donne (ex dipendenti di Wikileaks) di aggressione sessuale, scatta l’arresto ma in seguito riesce ad ottenere i domiciliari.
L’imputato perde il suo ultimo appello nel giugno 2012 e rischia l’estradizione negli Stati Uniti, paese in cui potrebbe essere giustiziato con la pena di morte., con l’aggravante capo di imputazione di spionaggio.
Reato che pende sul suo capo, a causa dell’ ”affair Wikileaks” (Assange ha diffuso sul web migliaia di documenti diplomatici riservati americani).
Intanto la vicenda si snoda sui delicati equilibri diplomatici, dove in ballo ci sono gli interessi economici e politici di diversi paesi implicati .
C’è l’Ecuador che attraverso le parole del vicepresidente Lenin Moreno si è dimostrato benevolo nel dare rifugio politico ad Assange, rispettando il diritto di concessione dell’asilo politico.
Ci sono poi gli Stati Uniti , il paese spauracchio in cui Assange rischia la pena di morte, con cui l’Ecuador tra l’altro condivide interessi commerciali e deve quindi mantenere un certo equilibrio nelle posizioni, c’è poi la Svezia, che ha definito inaccettabile la posizione dell’Ecuador.
Infine c’è stata nei giorni scorsi la minaccia del governo britannico di penetrare nell’ambasciata del Paese sudamericano a Londra per arrestare Julian Assange, minaccia poi scongiurata a favore dell’apertura ad un dialogo conciliante.
Intanto però è spuntato fuori un documento di Scotland Yard che fa credere il contario, reo un agente inglese fotografato con in mano un foglio contenente gli appunti di una riunione sul caso Julian Assange.
Nel documento rubato si legge che Assange deve essere arrestato in ogni circostanza, anche se si trova in un veicolo con immunità diplomatica o in una valigia diplomatica, sebbene ciò comporti una condizione di pericolo di morte.
L’arresto di Assange , qualora avverrà e con buona pace dei protettori ecaudoregni, sarà sicuro la notizia dell’estate.

editoriatv

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