Regole, trasparenza e pianificazione. Ecco la ricetta della nuova dirigenza per il rilancio della Rai. Gubitosi: «I direttori devono essere liberi. Il cda stia al suo posto». La Tarantola: «Bisogna recuperare il rapporto di fiducia con i cittadini. L’obiettivo è educare, informare e divertire con contenuti di qualità». Si aspetta il nuovo direttore del Tg1.
Vale sempre la pena di ridirlo e sottolinearlo. A Viale Mazzini nulla è scontato. E la nuova dirigenza sembra sia intenzionata a sorvegliare ed analizzare ogni aspetto della filiera: dai contenuti al modo di proporli.
«La Rai deve stare sul mercato, deve seguire delle regole, deve fare pianificazione strategica, ha tutte le carte in regola per farcela e affrontare i problemi, altrimenti i problemi affronteranno lei». Lo hanno dichiarato Gubitosi e la Tarantola in commissione Vigilanza.
Ma attenzione a non cadere nel baratro dei condizionamenti. «Ho chiesto ai direttori Rai di non accettare pressioni esterne o dai consiglieri di amministrazione. I direttori – ha detto Gubitosi rispondendo alle domande dei commissari – non devono avere pressioni e se qualcuno le riceve deve avvertirmi. Il cda deve evitare di fare pressioni. Se gli serve qualcosa possono chiedere a me e cercheremo di “scontentare” tutti nello stesso modo».
Dunque in Rai bisogna sempre ribadire l’importanza della imparzialità e della libertà, quasi come se fosse un’utopia (forse per anni lo è stata). Non stiamo qui a giudicare se è normale o meno. Ma è un dato di fatto che la Rai sia orami un crogiuolo di “nomine politiche e amici di”. Lo ha affermato lo stesso dg: «Se dovessi far fuori tutte le persone che sono in Rai con nomine politiche lavorerei da solo». Ma se sono bravi e danno un contributo all’azienda, non importa. Non si può andare sul sottile. Tuttavia bisogna recuperare il rapporto di fiducia con i cittadini-utenti-contribuenti. «Il rapporto di fiducia, quando esiste, fa venir voglia di seguire la Rai nelle sue diverse espressioni», ha dichiarato la Tarantola in commissione Vigilanza. La Tarantola ha anche sottolineato l’importanza e l’impatto mediatico della rete. E la Rai, a riguardo, «non si è adeguata». Ma c’è ancora tempo per farlo: «C’è ancora spazio per un servizio pubblico, ma la Rai deve orientarsi in informazione, intrattenimento ed educazione di qualità».
Infine una curiosità: sarà Fabio Fazio a condurre il prossimo Sanremo. «La decisione è stata presa del cda passato. Credo che condurrà il festival come il cda ha richiesto all’epoca».
Ma con la campagna elettorale alle porte, anche un semplice tg sarà sotto osservazione. Ma soprattutto il Tg1 che fra qualche mese avrà un nuovo direttore.
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