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GOOGLE: ACCORDO CON MOZILLA PER LE ROYALTIES DI RICERCA DA 900MILIONI DI DOLLARI: SOLO UN AFFARE?

Secondo fonti di AllThingsDigital, è questo l’importo (triplicato rispetto a quello versato fino a novembre) che il gruppo di Mountain View sarebbe disposto a pagare in tre anni per comparire come motore di ricerca standard all’interno di Firefox, il browser web della suite di programmi open source, Mozilla Suite.
L’entità del finanziamento di Google, quasi 1miliardo di dollari, nei confronti della Mozilla Foundation sembra molto più di un affare, considerata la “lievitazione” del costo della partnership, iniziata nel 2004. Una corsa al rialzo conseguita al solo scopo di sbaragliare in un solo colpo la concorrenza targata Microsoft e Yahoo! che, insieme ad Amazon, Yandex ed eBay, costituiscono le altre voci di entrata della Fondazione.
La cifra è senza precedenti e risulta ancora più sorprendente se raffrontata con i soli 123milioni di dollari di fatturato conseguiti da Mozilla nel 2010 e a cui il gruppo di Mountain View avrebbe già contribuito per l’84%. Certo si tratta di pochi spiccioli a fronte dei 43miliardi di dollari di cash flow e titoli a breve termine vantati dal bilancio di BigG. Ma quali interessi si celano dietro un’operazione simile?
Firefox compare al momento al terzo posto della classifica dei browser web più utilizzati dai navigatori, con una quota pari al 25.23% del market share mondiale, superato in progressione proprio da Google Chrome, il browser web di Google, con il 25.69% e da Internet Explorer che detiene al momento la fetta di mercato più grande, il 40.63% (dati CounterStat).
Il nuovo accordo da un lato otterrà di far guadagnare al motore di ricerca di Google il 50% di accesso in default da parte degli utenti di Mozilla ma dall’altro potrebbe anche fungere da scudo contro eventuali accuse future dell’Antitrust interessata a tutelare la concorrenza nel mercato dell’internet browsing. Specie se il settore è per ora conteso da Google solo con Microsoft. Senza contare che Mountain View dovrà presto affrontare lo scrutinio dell’Antitrust Usa per una serie di pratiche commerciali sul fronte del search engine, ritenute non trasparenti dalla Commissione di Giustizia del Senato.
Dunque finanziare il terzo browser rivale, Firefox, tenerlo in vita e garantirsi così un sodalizio vincente seppur costoso, sembrano tutte mosse strategiche messe in atto da Google per prevenire i tempi bui. Un’operazione che ricorda molto quella attuata da Microsoft, che nel 1997 investì ben 150milioni di dollari nella Apple allora in difficoltà, al solo scopo di ammorbidire le critiche sul dominio di Redmond nel mercato dei PC. Un tentativo che però non è bastato per evitare che l’anno successivo gli Stati Uniti citassero in giudizio la Corporation di Bill Gates per violazioni delle regole antitrust. C’è da chiedersi se Google avrà sorte migliore.
Per adesso c’è la garanzia di un accordo che il vicepresidente della sezione ricerca di Mountain View, Alan Eustace, ha così commentato: «Mozilla è stato un partner prezioso per Google nel corso degli anni e ci auguriamo di poter portare avanti questa grande partnership negli anni a venire».

Alberto De Bellis

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