La montagna ha partorito il topolino. Il “giornalista” Luigi Di Maio scampa alle sanzioni dell’Ordine perché commentando l’assoluzione della Raggi non parlò da cronista ma da “politico”. Una scissione di personalità che ha giovato al vicepremier che ha visto riconosciute le sue ragioni dal consiglio di disciplina dell’Ordine della Campania, presso cui è iscritto al registro dei Pubblicisti.
“La sua condotta è riconducibile non al giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, ma al suo ruolo di parlamentare così come evidenziato dal collegio difensivo che lo ha rappresentato”.
Il post “incriminato” è quello che ha sollevato numerose reazioni nel mondo dei giornalisti. In quell’occasione, il vicepremier, commentando l’assoluzione del sindaco di Roma Virginia Raggi, bollò quali “sciacalli” la “maggior parte” dei giornalisti italiani, “colpevoli” di aver raccontano una vicenda politica e giudiziaria di importanza, appunto, capitale.
“Siamo al punto di non ritorno” e gli esponenti delle minoranze rassegnano le dimissioni dalla…
Passa qualche ora dalla presa di posizione della minoranza ed ecco che arrivano pure le…
La libertà di stampa continua a rappresentare uno dei pilastri della democrazia, ma oggi è…
Non si fermano le aggressioni ai danni dei giornalisti: a Chivasso un cronista di Repubblica…
Il Gruppo Nem si consolida con l’acquisto del 95% delle quote di TeleFriuli. Un’operazione che…
Il sistema dei contributi pubblici all'editoria è stato spesso oggetto di un dibattito prevalentemente mediatico.…