Lo scrittore Gino Cesaretti, decano dei romanzieri italiani, autore riservato e silenzioso profondamente segnato dalla tragedia bellica della seconda guerra mondiale, è morto ieri a Bobbio (Piacenza) all’età di 98 anni. Ha esordito nella narrativa nel 1957 con il romanzo “I pipistrelli” uscito nella prestigiosa collana “I gettoni” di Einaudi diretta da Elio Vittorini e nello stesso anno fu incluso nella rosa dei selezionati al Premio Strega vinto poi da Elsa Morante con “L’isola di Arturo”. Lodato da Eugenio Montale, il romanzo è ambientato in Sicilia durante l’ultima guerra: si è in attesa dello sbarco degli Alleati, al comando del generale Eisenhower. Nato a Lucca il 21 marzo 1917, Cesaretti, laureato in agraria all’Università di Pisa, durante la seconda guerra mondiale fu pilota militare impiegato in numerose missioni tra la Sicilia e Malta; un’esperienza che ha lasciato un’impronta in tutte le sue opere narrative. In seguito iniziò la carriera di giornalista a “L’Europeo” di Arrigo Benedetti ed ha poi scritto su “Risorgimento liberale” e su”Il Mondo” di Mario Pannunzio. Lasciata la carriera giornalistica per quella editoriale, Cesaretti è stato caporedattore del settore dedicato alla scienza e alla tecnica della casa editrice Mondadori, curando collane monografiche e grandi opere enciclopediche. Altri due importanti libri uscirono con l’editore Parenti: “Il sole scoppia” (1960), ambientato a Milano, e “Il violino del pilota” (1962), una r accolta di racconti che ha come sfondo la sua città di Lucca. Nel 2006 con Manni Editori ha pubblicato il libro di poesie “Attese disattese”, che ha ricevuto una menzione d’onore al Premio di poesia “Lorenzo Montano” del 2007
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