“Rai e Mediaset hanno fatto di tutto per presentare Tivù Sat come se si trattasse di un mini accordo di natura tecnica. Ma gli interrogativi restano”.
Lo dichiara il responsabile comunicazione del Partito Democratico, Paolo Gentiloni. “Una società in cui Rai e Mediaset mettono in comune strategie e tecnologie sembra la prova provata di quella ‘posizione dominante congiunta’ denunciata daLL’Agcom nella sua analisi del mercato della tv generalista gratuita”.
“E sorprende – prosegue il responsabile comunicazione del Pd – che una operazione di concentrazione di simili proporzioni venga fatta partire senza il necessario nulla osta delle Autorità di garanzia e con il rischio che nei prossimi novanta giorni i suoi atti vengano dichiarati nulli”.
“Ancora più grave – afferma Gentiloni – è poi la prospettiva di utilizzare la piattaforma Tivù per togliere i programmi Rai da Sky. Una scelta del genere sarebbe in contrasto con l’art.26 del Contratto di servizio che impone a Rai di essere presente nelle diverse piattaforme e costringerebbe milioni di italiani che già pagano il canone ad acquistare un nuovo decoder per vedere i normali programmi del servizio pubblico”.
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