”Il principio della responsabilità dei motori di ricerca o dei social network per i contenuti messi in rete dagli utenti, affermato dalla sentenza nei confronti di Google del Tribunale di Milano, è un precedente unico e allarmante”: lo dichiara Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del Partito Democratico.
”Per colpire immagini agghiaccianti come quelle del caso del ragazzo disabile picchiato e vessato dai compagni e contenuti illegali e talvolta addirittura criminali pubblicati in rete è possibile ricorrere all’azione della Polizia Postale che, anche grazie alla collaborazione dei provider di Internet, si è spesso rivelata efficace. ‘Non ha senso, invece, immaginare una responsabilità delle piattaforme di hosting e dei social network nei confronti dei contenuti messi in rete ogni giorno da centinaia di milioni di utenti”, prosegue Gentiloni.
”Sarebbe come ritenere responsabile la società autostrade delle conseguenze della guida in stato di ubriachezza di qualcuno”, conclude Gentiloni. ”Sentenze come questa non solo non eliminano i contenuti pericolosi e illegali dal web, ma, confondendo Internet con i mezzi di informazione tradizionali, minacciano la libertà e la sopravvivenza stessa della rete”.
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