In un articolo pubblicato su l’Unità di ieri, il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, critica le iniziative del Governo in tema di informazione: norme sulle intercettazioni che vorrebbero avvivare fino al carcere, taglio ai finanziamenti per l’editoria, tagli contro il sistema culturale, mancata presenza delle organizzazioni sociali nella comunicazione, conferma delle attuali e sbagliate leggi sulla comunicazione, mancata risposta alle procedure di infrazione della Commissione europea, grandi manovre in corso sulle telecomunicazioni e la rete, mancato rispetto del concetto di obiettività, completezza, lealtà e imparzialità dell’informazione. “A questo stato di cose – scrive Fammoni – ognuno reagisce con singoli atti” ma bisogna cominciare ad avanzare “proposte alternative sulle quali discutere, aggregare e far ripartire l’iniziativa”. La proposta di Femmoni è di ripartire chiamando a raccolta “gli stati generali della comunicazione e da lì proporre una piattaforma di contenuti e un concreto programma a suo sostegno”. Perché – conclude il segretario – “c’è un tessuto ricco di società pronta a tornare in campo sulla libertà ed il pluralismo dell’informazione”, che “chiede, però, chiarezza nei contenuti e certezza di continuità nell’impegno a tutti i livelli”.
Fabiana Cammarano
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