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FREQUENZE ALL’ASTA, ENTRO IL 20 APRILE IL DECRETO

Il governo Monti ha preso la sua decisione: azzererà il beauty contest l’assegnazione gratuita dei canali televisivi scritta dal governo Berlusconi e per decreto lancerà la nuova asta a pagamento. In tempi strettissimi. Forse già nel consiglio dei ministri di domani anche se al momento non è all’ordine del giorno. Più probabilmente la prossima settimana. Comunque non oltre il 20 aprile, giorno in cui scade la pausa di riflessione decretata tre mesi fa dal ministro dello Sviluppo Corrado Passera.
La scelta di agire, presa dallo stesso Passera, è fondata su un via libera informale giunto l’altro ieri da Bruxelles. La Commissione europea, dopo il congelamento del beauty contest, aveva chiesto una serie di spiegazioni su come il governo garantisse l’ingresso di nuovi operatori, punto garantito dalle regole Ue. Il via libera è arrivato dopo un carteggio tra Roma e Bruxelles ed è stato suggellato, martedì, da una telefonata tra Passera e il commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia.
Dopo che il governo avrà approvato il decreto la palla passerà all’autorità delle comunicazioni (Agcom) che scriverà il dettaglio delle regole sull’asta sentendo la Commissione europea. Un lavoro che prenderà almeno un paio di mesi. Poi partirà la gara.
Ma la conversione in Parlamento del decreto si annuncia bollente. Il Pdl è – e non c’è da stupirsi – contro la svolta di Passera. Preferiva l’assegnazione gratis di frequenze che le televisioni avrebbero potuto utilizzare e poi dopo qualche anno rivendere a caro prezzo sul mercato. Annuncia un ex ministro pidiellino che in passato si è occupato del dossier: “Abbiamo enormi perplessità, chiederemo al governo un ulteriore rinvio”.

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