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FRANCIA. TV DI STATO SENZA SPOT DAL 2009 MA NON SENZA FINANZIAMENTI PUBBLICI

La legge sulla riforma della tv, fortemente voluta dal Presidente Nicolas Sarkozy, che, tra le altre cose, prevede l’abolizione graduale ma definitiva della pubblicità dalla tv pubblica e l’introduzione di una seconda interruzione pubblicitaria nelle fiction e nei film trasmessi sui canali privati, è ancora in discussione all’Assemblea nazionale. Da quando è approdata in Parlamento è passato quasi un mese ma l’ostruzionismo dell’opposizione non permette di trovare una via d’uscita.
L’obbiettivo dell’opposizione è quello di far slittare la data di approvazione ma ormai è tutto inutile: il taglio agli spot entrerà in vigore, come previsto, il 5 gennaio prossimo. La decisione è stata presa ieri da Patrick de Carolis, presidente di France Télévisions, il polo televisivo pubblico, insieme al consiglio d’amministrazione con nove voti favorevoli e due contrari, più un astenuto. Dopotutto i palinsesti dell’anno prossimo erano stati già decisi senza le interruzioni promozionali. «Questa decisione e le condizioni di urgenza in cui viene presa possono suscitare dubbi e preoccupazioni – ha sottolineato de Carolis – ma è necessario farlo per il buon funzionamento dell’impresa».
Il motivo delle forti contestazioni sono ancora tutti da risolvere: i mancati introiti costeranno allo Stato 450 milioni. Non solo: da quando Sarkozy, quasi un anno fa, annunciò la riforma, c’è stato un fuggi fuggi degli inserzionisti verso le televisioni private. Nel 2008 gli introiti pubblicitari di France Télévisions sono calati del 20% rispetto al 2007 (e a fine anno le cinque reti televisive pubbliche chiuderanno per la prima volta il bilancio in rosso, con un deficit previsto di 116 milioni di euro, dovuto proprio al calo della pubblicità). Ma dal Governo arriva una buona notizia: i 450 milioni mancanti sono già stati inseriti nella Finanziaria per il 2009. Quelli che continuano ad essere preoccupati sono i circa 1000 dipendenti di France Télévisions che subiranno il taglio del personale previsto a seguito della costituzione di un’azienda unica.
Fabiana Cammarano

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