“E’ davvero sconcertante che nel testo della Finanziaria approvata alla Camera non si faccia cenno alle risorse utili per far vivere decine e decine di testate giornalistiche e dare un futuro a centinaia di giornalisti e lavoratori del settore”. Lo sottolinea con una nota la Federazione Nazionale della Stampa Italiana. “Con un tratto di penna, infatti, – prosegue la nota della Fnsi – sono stati cancellati gli emendamenti che, scaturiti da vari schieramenti politici, erano volti a ripristinare le risorse all’editoria drasticamente tagliate dal decreto Tremonti. Non è valso nemmeno l’intervento unanime della commissione Cultura della Camera che in un ordine del giorno, approvato qualche settimana fa, aveva espresso la richiesta di ripristinare le risorse e il ‘diritto soggettivo’ per le testate cooperative, di partito, di idee, di minoranze linguistiche.
La battaglia per consentire a giornali come il manifesto, L’Avvenire, Il Secolo d’Italia, L’Unità, Liberazione, Europa, La Padania – per citarne solo alcuni – di continuare ad esprimere liberamente le loro idee proseguirà al Senato e nella società civile.
La libertà di informazione è un diritto costituzionale che non può essere colpito senza un danno irreversibile per la qualità stessa della vita democratica”.
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