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FNSI: C’E’ IL RISCHIO DI UN BLOCCO PER LE RIFORME DI EDITORIA, TV E RAI

«La disponibilità del presidente della Fieg Boris Biancheri a una nuova stagione di relazioni sindacali nel campo dell’editoria giornalistica è stata accolta con favore dalla Giunta della Fnsi, che condivide l’esigenza di un serio confronto di merito su tutte le questioni aperte». Lo sottolinea lo stesso sindacato in una nota, in cui evidenzia anche la preoccupazione per il rischio che, con la crisi di governo, si blocchino la riforme dell’editoria, del sistema tv e della Rai. «Il contratto di lavoro – rileva la Fnsi – è materia che va affrontata correttamente alla luce anche dei mutamenti e delle trasformazioni del sistema industriale dell’informazione, del mercato del lavoro e delle accresciute responsabilità professionali. La Fnsi concorda con la Fieg sull’esigenza di avviare un’esplorazione su problemi ed opportunità che un nuovo negoziato tra le parti sociali può concorrere a risolvere e a cogliere, allo scopo di determinare condizioni di sviluppo per il settore nella giusta considerazione dell’indispensabile lavoro creativo dei giornalisti». Fnsi e Fieg, peraltro, «avranno occasione lunedì prossimo di confrontarsi insieme con il ministero del Lavoro per la verifica e la definizione di punti di interesse comune, non ancora amministrativamente conclusi, del recente provvedimento legislativo sul welfare, che interessa migliaia di collaboratori giornalisti e freelance e riguarda anche misure di sostegno alle aziende in tema di politiche occupazionali». La Giunta esecutiva della Fnsi nella sua ultima riunione ha anche «espresso preoccupazione per una crisi di governo dagli sbocchi assai incerti e per gli aspetti che la possibile interruzione della legislatura potrà avere sul cammino di riforme importanti per il settore dell’editoria e dell’informazione, già peraltro assai incerto e in alcuni casi solo annunciato. La riforma dell’editoria, che finalmente pareva giunta ai blocchi di partenza di un esame parlamentare che avrebbe dovuto cogliere le novità già richieste dalle parti sociali e sinora inevase, le leggi per gli assetti televisivi e il pluralismo, con urgenza speciale per una nuova governance del servizio pubblico Rai sono materie di delusione per l’oggi e imprescindibili per qualsiasi seria agenda politica di qualsiasi governo. Allo stesso modo grande è l’urgenza di risolvere nodi centrali per la libertà e la qualificazione del giornalismo, quali la tutela dell’autonomia e dell’indipendenza dei giornalisti, attraverso modifiche legislative in tema di diffamazione, e una riforma dei meccanismi che regolano la professione giornalistica e la necessaria salvaguardia della sua funzione di democrazia democratica».

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