“La giornata del silenzio dell’informazione è stata fragorosa”. È il commento del sindacato dei giornalisti (la Federazione nazionale della stampa) diffuso all’indomani della mobilitazione della categoria contro il ddl intercettazioni. “La straordinaria adesione, ben oltre il 90% allo sciopero indetto venerdì – scrive la Fnsi in una nota – ha dimostrato che c’è un problema enorme posto dal ddl, fatto di censura preventiva attraverso carcere per i giornalisti e pesanti multe per gli editori”.
Il sindacato ha poi sottolineato che “pochissimi giornali erano in edicola venerdì, ma tutti hanno ammesso che il testo di legge Aitano è sbagliato. Le ragioni del no risultano, dunque, unificanti per la professione giornalistica e assai allarmanti per i cittadini”.Poi l’appello al Governo e al Parlamento “che ora non possono sottrarsi all’ascolto delle ragioni della protesta e di tanta attenzione internazionale, senza esporre il Paese ad altre brutte figure”.
La Fnsi si dice quindi pronta a ricorrere alla Corte europea per i diritti dell’uomo “se la legge dovesse essere approvata così com’è.
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