“La rabbia per il grande successo della manifestazione di ieri in piazza del Popolo – dice Roberto Natale, presidente del sindacato dei giornalisti – fa scoprire al ministro Brunetta che nell’editoria esistono conflitti di interesse”. “Tardi, ma ci si accorge – dice il sindacalista – di un problema che il sindacato dei giornalisti pone all’attenzione da anni e che anche ieri ha richiamato. Solo che il ministro è evidentemente intenzionato non ad una riforma, ma ad una ritorsione. Quando dice che alla ‘cattiva editoria’ vanno chiusi i rubinetti pubblici, sembra proprio che parli di quei giornali che si permettono di criticarlo”.
“I conflitti di interesse che gravano sull’autonomia del giornalismo – osserva Natale – vanno risolti, ma senza zone franche: quelli di numerosi editori della carta stampata e quello del presidente del Consiglio, che qualche conseguenza sull’informazione – Brunetta ne avrà sentito parlare – la provoca. Se il ministro ha il coraggio di affrontare il problema ‘conflitti di interesse’ in tutte le sue forme, meriterà il nostro sostegno. Se vuole invece solo consumare vendette, avrà dato una motivazione in più – conclude – alla piazza di ieri per tornare a riunirsi”.
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