La Ue ha rinviato davanti alla Corte di Giustizia il governo francese per la ‘telecom tax’, introdotta per sopperire ai mancati guadagli derivanti dall’eliminazione della pubblicità dalla tv pubblica nella fascia del prime time. Secondo Bruxelles, questa tassa dello 0,9%, calcolata sul fatturato dei player tlc con entrate superiori ai 5 milioni di euro, viola il Trattato Ue che sancisce che “le tasse a carico degli operatori di tlc devono essere direttamente legate alla copertura dei costi di gestione del settore telecom”.
La procedura è stata avviata a seguito di una denuncia presentata dalla Federazione francese degli operatori telecom (FFT) e se la Corte dovesse confermare quanto stabilito dalla Commissione, Parigi dovrà modificare la legge e restituire le somme illecitamente percepite. I tempi però sono lunghi: la Corte, infatti, per pronunciarsi si riserva almeno due anni.
L’ultimo schiaffo: per il Cdr di Repubblica, la decisione di comunicare l’ufficialità della vendita di…
La parabola è compiuta: “Doveva essere il più grande gruppo editoriale europeo, invece Elkann lo…
Alla fine, gli Elkann hanno veramente venduto Gedi ai greci di Antenna. L’affare è ufficiale:…
Non cambia niente, per ora, a Repubblica. Almeno in teoria. Mario Orfeo rimarrà direttore del…
La Fieg replica alle ragioni Fnsi alla base del doppio sciopero dei giornalisti indetto per…
Scoppia il caso Citynews anche a Palermo. Dopo i licenziamenti che hanno colpito diverse redazioni…