“Ben 5 milioni di euro -riferisce Federprivacy- risultavano provenire da siti web di personalità quali politici, artisti, sportivi, e grandi realtà aziendali, che ignorano palesemente i diritti dei cittadini in ordine alla protezione dei dati personali”. “E’ infatti un diritto dell’interessato, -sottolinea- quello di ricevere un’idonea informativa per poter decider se prestare o meno il proprio consenso, e l’art. 161 del Dlgs 196/2003 punisce le infrazioni a tale prescrizione con sanzioni pesantissime che vanno dai 6.000 ai 36.000 euro, cifre che possono essere anche raddoppiate se tali violazioni coinvolgono numerosi interessati, come nel caso di siti internet accessibili al pubblico, o addirittura quadruplicate se il contravventore è un soggetto facoltoso”. (AdnKronos)
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