L’idea è nata in seno alla OpenID Foundation – organismo di cui fanno parte le principali Web company del pianeta e fra queste Google, Facebook, Microsoft e Yahoo – e ha il preciso obiettivo di semplificare e di rendere più sicuro la gestione dei profili utente in Rete evitando a questi ultimi di duplicare ovunque la propria identità digitale.
Con Account Chooser, questo il nome del servizio la cui tecnologia di base è stata sviluppata in linguaggio open source da Eric Sachs, project manager di Google e membro del consiglio di amministrazione della Foundation, sarà infatti possibile utilizzare gli account personali già esistenti (per esempio la password e l’user Id di Gmail o di Facebook) per accedere ad altri siti Web che richiedono la registrazione.
Il servizio ha quindi due finalità: offrire agli internauti uno strumento per gestire account multipli in tutta sicurezza e segnare una tappa importante nella risoluzione del problema, sempre più preponderante, della frammentazione dell’identità online degli utenti. Rispetto al modello semplificato che prevede il ricorso a una sola parola chiave comune a tutti i profili, bollato dalle società di security come pratica molto rischiosa per i dati sensibili, Account Chooser si fa carico di abilitare in automatico l’accesso “universale” e protetto ai siti e ai servizi Web a cui l’utente si è registrato. Il risultato finale, a cui la Foundation è arrivata dopo anni di sviluppo e di studio, è in buona sostanza quello di una soluzione che permette agli utenti, senza doversi preoccupare minimamente della tutela della propria identità digitale, di non dover utilizzare decine di password per chattare su Facebook e sugli altri social network o leggere le email su Gmail e altri programmi di posta elettronica online. Con il vantaggio, questa almeno la promessa fatta da Google, che a poter usufruire di questo servizio saranno anche le aziende.
(Il Sole 24 Ore)
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