I cugini d’Oltralpe non sono mai stati famosi per l’apertura nei confronti dei termini anglofoni: da disc dur a ordinateur, gli esempi possono essere centinaia. La questione odierna, riguarda invece Facebook e Twitter: in Francia infatti, sarà vietato citare i nomi dei popolari servizi di social network in televisione e in radio. Secondo quanto riportato dal Consiglio superiore degli audiovisivi (Conseil Superieur de l’Audioviseul -CSA), infatti richiamando un decreto del 1992, si tratterebbe di pubblicità “clandestina”.
I termini “Twitter” e “Facebook” potranno essere utilizzati qualora vengano trattati all’interno di una notizia, ma non come fonte per divulgare contenuti: a seguito di un telegiornale, riportiamo a mero titolo di esempio, non sarà pertanto possibile concludere con un “per eventuali aggiornamenti potete seguirci sulla nostra pagina Twitter”.
Torna la tensione all’agenzia Askanews. Un giornalista sarebbe stato licenziato a causa delle rimostranze di…
Il 3 ottobre 2024 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’incontro al Quirinale…
L'informazione sta entrando in uno degli spazi più difficili da osservare e controllare: le conversazioni…
La lettera non basta a ricomporre la frattura: pure il Sugc, il sindacato unitario dei…
Sigfrido Ranucci ha scelto: andrà a Rainews. E lo ha annunciato in un post pubblicato…
L’Ordine dei Giornalisti lancia una campagna contro le querele bavaglio, le intimidazioni e gli attacchi…