Per il tribunale di Wellington, era illegale il megablitz del 20 gennaio con 70 poliziotti che ha portato all’arresto di Kim Dotcom, 37 anni, il re tedesco del file sharing (e secondo gli Usa della pirateria informatica) nella sua gigantesca villa nei pressi di Auckland, in Nuova Zelanda. Secondo la giudice Helen Winkelmann gli atti di accusa non erano legali in quanto troppo generici. Non descrivevano cioè con le necessaria precisione di quali delitti veniva accusato Kim Schmitz, alias Dotcom. Secondo l’Fbi il sito Megaupload, nel frattempo chiuso, era tra i leader mondiale della pirateria online, offrendo la possibilità di copiare praticamente a costo zero film, musica e programmi informatici protetti dal copyright. I legali di Dotcom sostengono che il servizio offerto da Megaupload fosse di cosidetto ‘storage online’, cioè una nuvola informatica.
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